Mentre alle Nazioni Unite discutono se è il caso di mettere sotto terapia psichiatrica tutto il nostro Paese dopo l’idea di dedicare una via a Bettino Craxi, pensando che la quarantena nazionale sia il modo più sicuro per impedire la diffusione di idee di tal livello, noi vogliamo chiederci cosa sta succedendo e perché sta succedendo adesso.
Partiamo con un passo di malafede. Non è il modo migliore per iniziare, è vero, però stavolta bisogna subito domandarsi con la puzza sotto il naso: ma quelli che adesso sulle Tv e sui giornali forniscono prove schiaccianti della grande superiorità morale dell’Ante Berlusconi, della sua persecuzione giudiziaria, della sua onestà a prescindere (dalle sentenze), ecco costoro: come mai non hanno tirato fuori prima codeste potenti armi? Come mai non lo hanno difeso 20 anni fa? Come mai lo hanno fatto morire da povero sceicco nel suo regno di sabbia e piscine? L’innocenza di una persona non è questione di interpretazione: o hai rubato o non lo hai fatto. Come mai dunque non si sono alzate allora le barricate difensive di questi capitani coraggiosi? Vien da pensare, in malafede appunto, che ci sia in corso una grossa operazione di revisionismo adesso che i fatti sono lontani dalla memoria. Che si voglia parlare bene dell’ Ante Silvio per poter parlare meglio, anche e soprattutto, del Silvio attuale. Che si voglia riabilitare il ladro certo, (perché questo Craxi era per la legge italiana, non per gli anti socialisti, ma per la legge italiana) per scudare ancora di più quello presunto.
Dedicare una via a Craxi? Ma ci avevano già pensato 20 anni fa, ricordate? Gridavano tutti… via Craxi… via Craxi… anche la maggioranza di coloro che adesso la piazza non la cavalcano più ma, appunto, la dedicano.
Nota. Se avete visto l’editoriale del TG1 di ieri sera, edizione delle 20,00 sulla grandezza di Craxi, forse vi siete resi conto del punto a cui siamo arrivati. Una preghiera per Minzolini. Ne ha bisogno.


















[...] grossa che anche il mio amico Diego si è ribellato: «Vien da pensare, in malafede appunto, che ci sia in corso una grossa operazione [...]
[...] grossa che anche il mio amico Diego si è ribellato: «Vien da pensare, in malafede appunto, che ci sia in corso una grossa operazione [...]